Varcare la soglia della Cantina Cerbero, a Cupra Marittima, è come entrare in un racconto sospeso tra la storia e il profumo del mare. Le colline calcaree che degradano verso l'Adriatico custodiscono cinque vini che portano nomi danteschi e un'identità precisa, plasmata dalla famiglia Rivosecchi con cura generazionale.
Durante le visite in cantina, ogni ospite ha l'opportunità di toccare con mano — e con il palato — il percorso che va dalla vigna al calice. I nostri sommelier guidano una degustazione strutturata dei cinque vini della collezione, ciascuno capace di raccontare un capitolo diverso del terroir marchigiano.
Si comincia sempre da Dante, il rosso di punta. Blend di Montepulciano (70%) e Cannonau (30%), vendemmia tardiva nella prima decade di novembre, 36 mesi in barrique. Nel calice è impenetrabile, di un viola nerastro che già promette profondità. Al naso sprigiona confettura di mora, vaniglia pura e balsamo. In bocca è suadente, con una tessitura ricca e un finale lunghissimo. Da decantare almeno un'ora, Dante è il vino delle grandi occasioni.
Sangiovese in purezza, rubino luminoso: Virgilio è il compagno ideale per le serate conviviali marchigiane. Il naso apre su mora, rosa rossa e pepe bianco, poi si addentra nel sottobosco e nel tabacco dolce. Al palato regala una trama tannica piacevole, fresca, che si equilibra perfettamente con la calda sapidità della costa adriatica. È il vino che spiega, che accompagna, proprio come il suo omonimo nell'Inferno.

Si passa ai bianchi con Minosse, il più strutturato della triade. Terreni calcarei di medio impasto, vendemmia in ottobre, vinificazione in assenza di ossigeno. Il bouquet è un giardino in fiore: magnolia, zagara, albicocca e fichi dorati. La bocca è secca, calda, avvolgente, con freschezza e sapidità intrecciate in un equilibrio che persiste a lungo. Un bianco da meditazione — raro nelle Marche, prezioso ovunque.
Passerina in purezza da suoli sabbiosi esposti a nord: Beatrice è levità e iodio, biancospino e frutti esotici. È il vino delle aperture, dei momenti leggeri, del tramonto sul mare. Fresca, aromatica, da bere giovane per cogliere ogni sfumatura del suo profumo marino. A soli 13 gradi, è l'ideale per accompagnare il brodetto marchigiano o i crostacei freschi del porto di Cupra.
Chiude la degustazione Caronte, il Pecorino marchigiano. Dorato con riflessi verdolini, profuma di pera Smith, camomilla, lime e timo. È fresco, sapido, persistente — 15 gradi che non pesano, sostenuti da una morbidezza spiccata. Il finale agrumato di lime è indimenticabile e invita al secondo sorso. Perfetto con le fritture di paranza o il sushi di qualità: Caronte traghetta verso l'eccellenza.
La degustazione guidata dei nostri cinque vini è parte integrante delle visite in cantina. Dopo una passeggiata tra i filari — dove l'aria profuma di salsedine e resina — e un'esplorazione della barricaia, ci si siede nella nostra Sala Degustazione. I nostri sommelier vi guidano attraverso ogni calice, raccontando territorio, annata e filosofia di vinificazione.
Che scegliate il Tour di Degustazione Classico con 3 vini, l'Esperienza Riserva in Cantina con i blend in edizione limitata, o la magica Passeggiata al Tramonto in Vigna, ogni visita si conclude sempre attorno ai nostri vini. Perché da Cantina Cerbero, l'ospitalità è il sesto vino della collezione.